Digitalizzazione: da Fabbrica a Fabbrica Smart

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La trasformazione digitale è un percorso auspicabile per il comparto manifatturiero. Scopriamo come arrivarci.

Il report annuale elaborato da Confartigianato rileva che la manifattura, in Italia, è un comparto che conta circa 388 mila imprese con un giro d’affari di € 889 miliardi e rappresenta il secondo per importanza a livello europeo.

In questo scenario, la transizione a Fabbrica Smart diventa un passaggio inevitabile, anzi auspicabile.

Ma cosa vuol dire esattamente Fabbrica Smart e cosa vuol dire digitalizzare una Fabbrica?

Il modello di smart factory è rappresentato da imprese manifatturiere che implementano soluzioni digitali per monitorare i processi di produzione, tenere traccia della trasformazione dalla materia prima a prodotto finito, raccogliere dati, migliorare ed ottimizzare la produzione, e per rendere più efficiente l’interconnessione tra macchine, risorse umane e conoscenza aziendale.

In poche parole, un’azienda smart è l’azienda che ha fatto della digitalizzazione il perno della sua evoluzione per diventare un’azienda data driven, ovvero la capacità di saper utilizzare al meglio i propri dati.

Acquisire, organizzare, elaborare e condividere i dati vuol dire digitalizzare l’approccio al modo di fare fabbrica tecnologica.

Quali sono le tecnologie che trasformano la Fabbrica in Industria 4.0?

Le tecnologie abilitanti alla Smart Factory rientrano nel mondo dell’industria 4.0 e più specificatamente possiamo annoverare:

  • Software per l’Industria 4.0;
  • Cloud Computing e sistemi di Cyber Security;
  • IOT – Internet of Thing (prodotti che hanno una componente digitale che invia e riceve dati – ad esempio, gli smartband);
  • Intelligenza Artificiale, che si declina in robotica, capacità visiva, comprensione ed elaborazione del linguaggio umano;
  • Big Data, grandi raccoglitori di dati per analisi, monitoraggio, reportistica predittiva;
  • Real-time Located System, tecnologia che permette di identificare e tracciare automaticamente la posizione di oggetti o persone in tempo reale;
  • Realtà Aumentata per la prototipazione virtuale;
  • Smart Sensor, sensori intelligenti che aiutano a raggiungere l’obiettivo di zero difetti di produzione.

Perché una Fabbrica Smart è più competitiva? Quali sono i vantaggi?

I vantaggi dell’evoluzione di una azienda “analogica” ad una Smart Factory sono numerosi e su più livelli di profondità.

Si comincia dai vantaggi più evidenti che sono relativi alle tecnologie che migliorano sensibilmente la produttività e l’automazione di compiti a basso valore aggiunto per le risorse umane.

Si arriva poi alla storicizzazione e valorizzazione dei dati aziendali che, raccolti in real time, permettono alla direzione aziendale di effettuare analisi predittive senza precedenti nella storia industriale, con conseguenza diretta su gestione degli investimenti, aumento della redditività ed eliminazione delle inefficienze.

Lato produzione, invece, avere una fabbrica intelligente permette una pianificazione dei lavori più precisa senza spreco di risorse.

Infine, un altro grande vantaggio è legato alla possibilità di prototipazione virtuale; l’azienda smart può esplorare nuovi modelli di produzione che può testare laddove un tempo sarebbero serviti cospicui investimenti economici ad alto tasso di rischio.

4 step per diventare una Fabbrica Smart

Fin qui, abbiamo visto cos’è una Fabbrica Smart, quali sono le tecnologie abilitanti e quali sono i vantaggi, ora valutiamo insieme un percorso graduale per arrivare ad essere una Smart Factory.

Abbiamo individuato 4 passaggi:

  • Il primo è l’analisi dello stato dell’arte: da dove si parte, quali sono gli obiettivi a breve e a medio-lungo termine, quali sono i processi attuali e dove si presentano delle criticità da risolvere;
  • Il secondo è la definizione degli obiettivi, l’individuazione dei processi da digitalizzare con le relative tecnologie e le tempistiche della transizione alla digitalizzazione;
  • Il terzo è quindi l’implementazione delle tecnologie di Industry 4.0 decise nel secondo step;
  • Il quarto è la fase di raccolta, analisi ed eventuale correzione di criticità.

Infine, non dobbiamo mai dimenticare che se è vero che la digitalizzazione si basa su un cambio di paradigma tecnologico, è altrettanto vero che senza il cambiamento del paradigma culturale, presso il capitale umano, nessuna tecnologia potrà veramente attecchire.

Vogliamo concludere dicendo che è la tecnologia che si deve adattare ai lavoratori e ai processi e non il contrario.

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